PROTESTE PER LO SCARICO A MARE
(Maria Grazia Fasiello - Nuovo Quotidiano di Puglia
«L’Acquedotto pugliese fermi subito i lavori». A chiederlo è l’amministrazione comunale di Melendugno e il progetto che ha messo in allarme il paese riguarda l’adeguamento del depuratore di San Foca, palude di Cassano. A far preoccupare sindaco e giunta è una variante che prevede la canalizzazione delle acque prima nella palude e poi in mare. «Il Comune ha ricevuto un avviso solo il 27 settembre scorso – spiega l’assessore all’Ambiente Donato Bassi – e abbiamo immediatamente inviato una lettera ad Aqp per chiedere il blocco dei lavori. L’argomento è stato trattato in una riunione straordinaria della commissione consiliare: quell’acqua non deve arrivare a mare, ci stiamo opponendo energicamente».A lanciare l’allarme nei giorni scorsi anche una professoressa di Melendugno, Vita Napoli, che aveva segnalato l’avvio di alcuni scavi sul suo terreno, a suo dire, «senza aver ricevuto comunicazioni».Lo scavo rientra nel progetto di adeguamento degli impianti di depurazione a servizio degli abitati di Calimera, Martignano, Melendugno e Marine, un secondo stralcio proposto dall’Acquedotto pugliese e autorizzato dal commissario straordinario e dal Settore Ecologia della Regione.«Oltre ai lavori previsti dal progetto che conoscevamo, cioè la realizzazione di alcune vasche di fitodepurazione – aggiunge Bassi - hanno presentato una variante prevedendo la canalizzazione che dalle vasche porta il refluo depurato con sbocco nella palude, in più è previsto un collettore con una valvola che all’emergenza dovrebbe scaricare direttamente nel canale naturale che porta a mare. In pratica l’acqua che arriverebbe a mare sarebbe quella che la palude non riesce a smaltire».L’amministrazione comunale non intende accettare una simile soluzione. «Ci stiamo opponendo, teniamo molto alle nostre cose e al nostro mare – conclude - L’economia di questa città si basa su quello e abbiamo già proposto di utilizzare l’acqua a scopi irrigui. Siamo dalla parte dei cittadini nella protesta».Contro lo «scarico a mare» si scaglia il gruppo di Azione giovani della città. «Siamo disposti a prendere qualsiasi iniziativa – spiega il presidente Angelo Petrachi – ed utilizzare qualsiasi mezzo democratico per evitare che il territorio subisca altri soprusi che porterebbero alla morte totale di questa terra bellissima».«Salviamo la palude di Cassano» è invece l’appello formulato dall’associazione “Melendugno Nostra”. «Riteniamo grave la devastazione compiuta – dicono - Sapere che qualcuno si é arrogato il diritto di scavare un canalone largo dodici metri e lungo alcune centinaia con l'intenzione di portare l'acqua “depurata” fino al mare, ci ha lasciato sbigottiti». Anche loro, come Ag, annunciano «azioni a tutela dell'ambiente».
Autore: mgf
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martedì, 07.10.08 16:44:36
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