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IL MARE DI SAN FOCA IN PERICOLO?

 (Maria Grazia Fasiello - Nuovo Quotidiano di Puglia 2 ottobre 2008)

Un giro per respirare un po’ di aria buona, fra gli alberi d’ulivo e i canneti del terreno di famiglia. Poi invece la sorpresa: uno scavo lungo diversi metri che lascia a bocca aperta i proprietari. Protagonista della vicenda una professoressa di Melendugno, Vita Napoli, titolare insieme al fratello di un fazzoletto di terra a San Foca, nella palude di Cassano, area parzialmente bonificata anni fa dall’apertura di un canale con foce a mare.La famiglia ha presentato denuncia per cercare di bloccare i lavori e segnalato il problema al Corpo Forestale dello Stato.  Sostengono di non essere stati avvisati e il progetto, basato sul collegamento del canale al depuratore della Marina, sarebbe andato avanti per mesi. Senza che nessuno sapesse nulla.La Forestale ha effettuato i dovuti controlli, le autorizzazioni, almeno dal punto di vista ambientale, sono tutte in regola. «Si tratta di un progetto importante per le tre comunità – afferma il comandante provinciale Mario Mazzeo – certamente stiamo continuando ad effettuare indagini per stabilire la bontà delle acque che arrivano alla palude e poi sfociano in mare. Solo una verifica dal momento che ci sono tutte le autorizzazioni».Il problema a questo punto potrebbe stare nelle procedure di esproprio.Lo scavo infatti rientra nei lavori di adeguamento degli impianti di depurazione a servizio degli abitati di Calimera, Martignano, Melendugno e Marine, un secondo stralcio per affinamento con bacini a flusso superficiale proposto dall’Acquedotto pugliese e autorizzato dal commissario straordinario e dal Settore ecologia della Regione nel giugno del 2007. La soluzione progettuale prevede di avviare il refluo depurato, previo affinamento con bacini di fitodepurazione, nel canale naturale che esce dalla vicina area umida. Il ricettore finale è il mare, per questo il refluo deve essere ulteriormente depurato.«A nostra insaputa hanno aperto un canalone – racconta la Napoli – hanno devastato il canneto senza tenere conto che quella è una zona umida di valore paesaggistico. Nei giorni scorsi sono andata con mio marito a controllare il terreno, dopo qualche mese che non passavamo da lì, e abbiamo trovato uno scavo di vaste dimensioni, un canale largo circa 12 metri. Adesso vogliamo bloccare i lavori».Nel frattempo altri proprietari hanno fatto la stessa scoperta. «Sono stata contattata dai titolari dei terreni vicini – prosegue la docente – e mi hanno chiesto spiegazioni. Anche loro sono caduti dalle nuvole e vogliono capire meglio cosa sta succedendo. Addirittura dicono di aver trovato la zona chiusa con un cartello che ne vietava l’ingresso».
Autore: mgf Categoria: Categoria default Letto 40x volte martedì, 07.10.08 16:42:35 Permalink Punti "Karma": 1. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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