Primo Piano
Living together - intervista a Omar Massalha
di Maria Grazia FASIELLO
(Nuovo Quotidiano di Puglia - 22.11.2008)
“Living together” è il concetto chiave pronto a guidare il Forum per la Pace nel Mediterraneo. Lo afferma uno dei padri fondatori, l'ambasciatore dell'Unesco Omar Massalha, giunto nel Salento nei giorni scorsi per ultimare i lavori di preparazione insieme allo staff di Acaya del primo grande meeting internazionale che si terrà dal 27 al 29 novembre e che affronterà alcuni dei temi più caldi: culture, dialogo islamo-cristiano, ruolo dei media e conflitti.«Il ruolo svolto dalla società civile in questo Forum è molto importante – afferma Massalha - sono stati invitati i rappresentanti di tante categorie, intellettuali, politici che hanno un punto di vista comune: il raggiungimento della pace e il superamento degli ostacoli che impediscono di avviarne il processo. Naturalmente – prosegue - sarà un confronto sincero, profondo per arrivare a delle soluzioni realistiche. Le loro proposte non saranno rifiutate dalla popolazione perché è proprio la popolazione in primo luogo a volere la pace, vuole avere dei buoni rapporti con il vicinato e contribuire a risolvere le tensioni».
Qual è la grande occasione che il Forum offre alla Regione e al Salento?
«La cooperazione tra la Regione e il Forum è un’occasione vincente. Da un lato l’istituzione ci sostiene nell’organizzazione sul territorio, dall'altro lato il Forum permetterà alla Puglia di essere molto conosciuta nel mondo. In questo modo metteremo in moto una sorta di promozione turistica che spingerà gli investitori di tutto il mondo a venire qui instaurando con noi un rapporto di cooperazione. Ma il tema principale è questo: io vorrei che il presidente Vendola si facesse carico di mobilitare tutte le regioni europee per sostenere questo organismo. Sono stato già in Provenza e ho avanzato questa proposta al governatore della regione francese: formare una coalizione tra regioni che diano sostegno al Forum della Pace. Il presidente della Provenza si è dimostrato entusiasta, ha detto che lui la sosterrà e che cercherà di farlo insieme al suo collega pugliese. Cercheremo quindi di individuare le modalità giuste per realizzarla concretamente e come coinvolgere la società civile. E così anche per le regioni d'Egitto, Marocco, Libano perché la cooperazione regionale è molto più forte di quella messa in atto ai più alti livelli politici».
Il dialogo tra le grandi religioni monoteiste è uno dei temi più delicati in agenda …
«Abbiamo scelto di non invitare soltanto personalità religiose che a volte parlano ai media con ipocrisia. L’obiettivo è quello di giungere ad un riconoscimento reciproco, possibile solo con il rispetto. Faccio degli esempi: religione giudaica, cristiana, musulmana, ognuna crede di essere la migliore per motivi diversi, però ci sono tanti punti in comune, dal patriarca Abramo agli stessi valori. E’ giunta l'ora di fermare questa rivalità fra religioni, che sembrano come tre fratelli che si conoscono benissimo ma si combattono continuamente. Ma soprattutto bisogna superare l'ipocrisia e dimostrare rispetto».
Personalmente cosa si aspetta dal Forum per la Pace nel Mediterraneo?
«Deve essere un laboratorio di idee. Parteciperanno persone provenienti dall’Iran, dalla Svizzera, dalla Svezia, dalla Palestina, da ogni parte del mondo e ognuno di loro affronta i temi in maniera diversa. Verranno fuori le differenze ma al tempo stesso potranno scoprire tantissimi punti di vicinanza. Bisogna maturare la consapevolezza che diversità culturale vuol dire ricchezza e più culture ospita un Paese o un continente più questo può considerarsi ricco. Per noi la vera ricchezza è il Mediterraneo dove c’è una mescolanza di culture e lingue diverse, importante capire il giusto approccio».
Qual è il concetto chiave?
«Vivere insieme per la pace».
Ultimi Articoli
- 07/10/08 - PROTESTE PER LO SCARICO A MARE
- 07/10/08 - IL MARE DI SAN FOCA IN PERICOLO?




